“Umani” di Achille Monteforte

18,00

Umani

In un caleidoscopio “animale”, “artefatto”, “angelico” l’autore respira, forse, il soffio della speranza che l’animo rimanga «immacolato, immune, immutato», mentre il cielo, «trafitto da stelle argentate abbracciate dalla luna», sembra trapunto di «punti luminosi sospesi nel cielo» la cui luce si fonde con quella lunare, paragonata a «un faro giallo», a una «sfera opalescente», che ricorda la sua atavica presenza di spettatrice remota e silente, simile a specchio celeste pronto a riflettere la nostra natura cangiante e mutevole, fragile e soggetta a fasi cicliche, nelle quali riponiamo la segreta fiducia in una rinascita capace di tradursi in un “per sempre” e afferente a una dimensione cosmica, al momento inspiegabile per noi. Intanto l’immagine lunare, suggestiva e discreta, mi riporta al sorriso di Achille assimilabile, per certi aspetti, a quello ariostesco, espressione di quella visione consapevole della realtà, contemplata col «calore di fiamma lontana», tanto caro a Foscolo. Pur in presenza di tale visione lucida e disincantata, il mio augurio è che egli possa, al di là degli aspetti prosaici della vita, assaporarne sempre la poesia, che la rende esperienza meravigliosa e sorprendente, e continui a ritrovare, ogni volta, nella scrittura il suo «cantuccio» di manzoniana memoria, per donare a sé e agli altri alimento per la mente e il cuore.
Flavio Nimpo

Descrizione

Achille Monteforte

Achille Monteforte nasce a Cosenza nel 1992 e si laurea in design del prodotto presso il Politecnico di Milano. Diplomatico, ma brutale, laconico e lapidario, goffo, ma atipico e vanitoso, attento e riservato, ma dall’animo gentile e sensibile. Si sente la sintesi tra un coleottero e un anfibio, legge i libri senza mai portarli a termine e ha l’aspirazione di fare il lavoro più bello del mondo.

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