A metà del sonno di Emiliana Erriquez

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Non basta donare il proprio seme per essere padre. Ci sono persone che la paternità ce l’hanno dentro e, quando vedono un bambino per la prima volta, specie se è un nipote, decidono che loro per quel piccolo miracolo ci saranno sempre. Ovunque porti la vita.
A maggior ragione se quell’esserino rimane solo al mondo, com’è accaduto a uno dei protagonisti di questa vicenda, la piccola Ester, sopravvissuta miracolosamente al crollo di una palazzina di sei piani.

La tragedia di cui Emiliana Erriquez ci parla in «A metà del sonno» (Les Flaneurs Edizioni, aprile 2018) è un fatto di cronaca che nel 1999 ha sconvolto l’opinione pubblica. Seppur nel suo orrore, dato che persero la vita ben sessantasette persone, tale episodio ha però contribuito a migliorare in Italia le leggi sulla sicurezza edilizia. 
Nel cuore della notte dell’11 novembre 1999, infatti, giusto a metà di quel sonno che per tanti sarebbe stato l’ultimo, si verificò un cedimento strutturale. Una palazzina di sei piani crollò a Foggia in pochi minuti, come fosse un castello di carta, portando nel baratro con sé la vita e i sogni dei troppi condomini, dato che a salvarsi fu davvero un numero esiguo. Il palazzo era stato costruito circa una trentina d’anni prima, e negli ultimi tempi aveva dato segni di smottamento, che purtroppo erano stati ignorati.

Forse nel periodo del dopoguerra si aveva talmente bisogno di ricostruire che le concessioni edilizie venivano elargite con più facilità; forse a costruire il palazzo è stata davvero, come si è detto in seguito, una ditta inesperta che ha utilizzato materiali scadenti; fatto sta che da quelle macerie è rimasta miracolosamente illesa una culla. Una bimba di tre anni si è salvata e, da quando è emersa da quello scenario di morte col suo pigiamino rosa, suo zio Massimo non ha esitato a sacrificare tutto e a prendersi cura di lei. 
Attraverso le parole di questo racconto, che si «divora» davvero in un lampo, talmente è emozionante e ben scritto, l’autrice riesce a romanzare una storia vera, e a presentarci i protagonisti, sebbene nella realtà abbiano nomi diversi.

Facciamo quindi la conoscenza di Valeria, mamma amorevole e amata sorella di Massimo, che in quel crollo ha perso la vita insieme al marito. E di Ester, figlia di Valeria, che invece si è salvata ma ha perso i genitori. Troppo piccola per ricordare, Ester, ma troppo sveglia per non fare domande. Perennemente alla ricerca di quelle due figure di riferimento, però di nascosto dallo zio Massimo, per non dargli altro dolore, consapevole che lui le si sia completamente dedicato, aiutandola a crescere. Quasi se chiedere della mamma o mostrarsi triste possa minare quell’equilibrio che si è creato nella nuova famiglia, di cui parte rilevante è anche la nonna, madre di Massimo e Valeria. 
La storia viene riportata a galla attraverso degli incontri che la giornalista Giulia, anche lei molto provata dalla morte della madre, ha proprio con lo zio Massimo, un suo vecchio amico. Giulia ha il compito di scrivere un articolo per il decimo anniversario della tragedia, e poi un libro su richiesta di Massimo.

«A metà del sonno» parla quindi del dolore di ricordare, ma anche della catarsi che ne deriva con la condivisione. Il dolore di Ester è quello di Massimo, che poi è anche quello di Giulia, e ciascuno trova nell’altro una motivazione per andare avanti. «Se ce l’ha fatta lui, o lei, posso farcela anch’io».
Bellissimo quindi il messaggio di speranza che dà Emiliana Erriquez con questa storia, dove il dolore e la rabbia vengono combattuti con l’amore. Sono un uomo e una bambina che si sono salvati a vicenda, senza niente da recriminarsi l’un l’altra.
Leggendo la storia di Ester, si evince che lo zio Massimo abbia fatto con lei un ottimo lavoro. Così come l’autrice, a rievocare e divulgare l’incredibile crollo di viale Giotto 120 a Foggia. Affinché nessuno debba mai dimentica

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Descrizione

Emiliana Erriquez. 

Laureata in Lingue e Letterature Straniere, con un Master in Traduzione inglese-italiano. Con un passato da giornalista, ora si occupa a tempo pieno di traduzione dopo aver vissuto per un breve periodo negli Stati Uniti. Emiliana è membro di EWWA (European Writing Women Association) e autrice del saggio Oriana Fallaci: una vita vissuta in pienezza, vincitore del premio Giuseppe Sciacca 2006, sezione saggistica. Moglie e mamma di due bambini, vive in un piccolo centro sulle sponde dell’Adriatico e si dedica alla scrittura con passione e costanza.“

 

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